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LA VOLONTÀ SUPERA GLI OSTACOLI!


Domenico Di Marco sin dalle elementari  è accompagnato dall’affetto dei suoi compagni e dei suoi insegnanti.  Una carriera scolastica che lo porta, dopo l’acquisizione del diploma di informatico,  a iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza sostenendo  già undici esami.   Instancabile come non mai,  innamorato della sua Capistrello e del calcio, attualmente ricopre la carica di vice presidente della – US Capistrello A.S.D.

Tutto nella norma se non che  Domenico è affetto da tetraparesi spastica.

Domenico è  instancabile, pieno di iniziative è supportato dal prezioso infinito amore  dei suoi genitori.  Si parte dalla considerazione che chi vive la  disabilità debba essere sempre serioso,  triste, depresso, lui sfata questa idea.  Un incontro solare che porta ad un dialogo di grande interesse.  Superata quella personale fase di timore di non comprendere, a causa della sua disartria , ogni domanda ha una risposta ben precisa.

Solo nel 2004 i genitori sono venuti a conoscenza di un centro specializzato negli Stati Uniti. Proprio in America  Domenico si è sottoposto ad oltre quattro interventi chirurgici al braccio sinistro,  per l’allungamento del muscolo, e a operazioni di osteotomia rotativa. Come detto dai dottori americani, i risultati sarebbe stati diversi e superiori se fossero iniziate le terapie in più giovane età, ma ancora una volta vince la volontà  di Domenico, che ha fatto stupire per la sua forza di reazione ottenendo incredibili progressi motori.

Emerge così la voglia di vivere,  il suo desiderio di scoprire ogni cosa,  nessun ostalo, per lui tutto è possibile, come andare a cavallo.

Grazie alla professionalità e l’affetto di   Paolo Peverini che lo accompagna nel percorso di ippoterapia nella sua omonima azienda, Domenico  riesce, con la gioia del contatto diretto con  l’animale, ad acquisire una maggiore postura attivando determinati muscoli atrofizzati.La sua vita è la più normale delle vite sociali, interagisce con gli amici con i quali esce e viaggia. Segue in trasferta la sua squadra del  Capistrello e non perde una sola partita.

Non è semplice in una  società come quella odierna  essere circondato da sincero affetto e amicizia, forse anche il contesto in una realtà come quella di Capistrello ha consentito a Domenico di vivere il vero senso della solidarietà.

Oggi ancora bisogna sollecitare gli enti  preposti per ottenere l’abbattimento delle barriere architettoniche, oggi ancora esistono famiglie che si vergognano di presentare il figlio con disabilità grave, oggi  ancora si evita di interagire con chi è diversamente abile, solo perché differente e non in grado di capire.

Domenico, e tutti coloro che come lui vivono a dispetto delle problematiche sociali, è la rivalsa sulle sterili e atrofizzate sensibilità. Occorre tener presente che  chi è affetto da tetraparesi spastica non ha compromessa  l’intelligenza,  è vero solo che vive la dura realtà di non poter  essere autonomo e  indipendente. In conclusione relazionarsi con una persona disabile, non è complicato come si crede, così  facendo si possono annullare dei pregiudizi e vedere l’individuo,  non la malattia.

Ho incontrato Domenico e per tutto il tempo  mi ha regalato sempre un sorriso, come a significare quanto la sua fisicità non gli abbia sottratto quella incredibile voglia di vivere. Un giovane uomo che nella sua normalità palesa sentimenti, debolezze e passioni. Quando ci siamo salutati mi ha detto:

“Dillo che amo il Capistrello,  però tifo per la Juve. Ciao”

Ciao Domenico, grazie a te per questa lezione di vita, l’esempio di quanto possa ottenere la forza di volontà.».

Articolo originale: Terre Marsicane